La Massaia Pazza, 21 luglio 2011

“In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia” (M.V. Montalbàn)

C’è chi mi chiama massaia, c’è chi mi chiama signora. Io preferisco soltanto essere me stessa. Racchiudo i piccoli segreti delle arti del quotidiano, piccole ricette tradizionali, gemme per la Pasqua più colorata o per il Natale più accogliente, per un benvenuto alla primavera e per un riparo caldo contro i geloni invernali. Non sono in un solo posto, sono soltanto nella creatività di ognuno. Sono pazza perché non controllabile. Perché tingo di colore quella parte di vita che sembra sobria e un po’ stantia, ma che con un solo tocco puoi tramutare in arcobaleno. Sono nell’accoglienza calda di un uscio e nel rumore del ferro che batte. Sono nelle stagioni, nelle festa comandate e, ancora di più, in quelle che non lo sono. Sono nei bambini e li prenderò per mano, sono negli adulti. Sono pure gli adulti. Sono una massaia, ma non è detto che sia donna. Forse sono soltanto uno stereotipo, creato per tenere nascosta la sorpresa del mio vulcanico pensare. Benvenuti a tutti nella mia cucina, benvenuti nei miei spazi, benvenuti nel mio mondo. Che, a partire da oggi, è anche il vostro.
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Da quanto tempo non facevamo un bel dolce…presi dal caldo e dalla voglia di cose fresche ci eravamo distratti, ma eccoci qui, pronti a correre ai ripari, con un dolce meravigliosamente meraviglioso…e non vi lamentate che fa caldo…ne vale davvero la pena!

Ricetta della settimana
CANNOLI
Ingredienti per l’impasto: 350 gr di farina 00, 30 gr di burro, 30 gr di zucchero, 1 uovo, vino bianco frizzante per impastare.
Per il ripieno: 500gr di ricotta, zucchero q.b., cioccolato fondente spezzettato, canditi, 1 bustina di vanillina, a piacere rosolio di cannella per aromatizzare.
Mettete la farina a fontana sulla spianatoia, aggiungete tutti gli ingredienti e aiutatevi con il vino bianco per impastare, otterrete un impasto abbastanza duro che lascerete riposare per 15 minuti. Se vi piace, aggiungete un pizzico di cannella per rendere l’impasto più scuro.
Dopo 15 minuti, prendete l’impasto, passatelo con la macchinetta per la pasta e fate delle sfoglie sottili (io la passo al n° 4), tagliate dei quadrati e avvolgeteli intorno alle apposite canne per i cannoli, vanno bene quelle che trovate al supermercato, in acciaio, ma, ancora meglio quelle di canna di fiume o bambù.
A questo punto, tuffate le canne in abbondante olio bollente, fatele dorare per bene, e, una volta cotte, sfilatele delicatamente dalla canna e continuate allo stesso modo fino alla fine dell’impasto.
Ora preparate il ripieno. Mettete la farina in una bacinella e passatela con lo sbattitore, in un pentolino, mettete lo zucchero (circa 200 gr) e ricopritelo di acqua. Appena bolle, spegnete la fiamma e montatelo con il minipimer fino a quando diventa bianco come la glassa. Lasciatelo intiepidire a amalgsmatelo alla ricotta aiutandovi sempre con lo sbattitore, aggiungete poi, mescolando con la frusta a mano, il cioccolato e i canditi.
Aromatizzate con la vanillina e se lo preferite con il rosolio di cannella, e con il sac a poche riempite i cannoli.
Buon impasto a tutti!

Lo ammetto, quando arriva l’estate l’uncinetto diventa una specie di mania, non riesco a smettere. Dal sacchetto, agli orecchini, fino alla borsa, tutto mi sembra uncinettabile!
Questa settimana per voi il modello di una borsa che sto ancora ultimando, ma che vi consiglio di provare.
La misura dipenderà dal cotone che userete e anche dall’uncinetto, io ho scelto il n°5 e un cotone abbastanza spesso, inoltre, ho aggiunto altri 2 giri a maglia bassissima prima di iniziare i manici.
Affilate gli uncinetti…
BORSETTA UNCINETTOSA
Seguite lo schema che vedete a lato (cliccate sulla foto per ingrandire), sono tutte maglie alte e catenelle, semplice no?

La Massaia nella sua libreria ha aggiunto: Antonio Cafiero, Sorrento e le sue delizie, Di Mauro 2009

La Massaia, 14 luglio 2011

“In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia” (M.V. Montalbàn)

C’è chi mi chiama massaia, c’è chi mi chiama signora. Io preferisco soltanto essere me stessa. Racchiudo i piccoli segreti delle arti del quotidiano, piccole ricette tradizionali, gemme per la Pasqua più colorata o per il Natale più accogliente, per un benvenuto alla primavera e per un riparo caldo contro i geloni invernali. Non sono in un solo posto, sono soltanto nella creatività di ognuno. Sono pazza perché non controllabile. Perché tingo di colore quella parte di vita che sembra sobria e un po’ stantia, ma che con un solo tocco puoi tramutare in arcobaleno. Sono nell’accoglienza calda di un uscio e nel rumore del ferro che batte. Sono nelle stagioni, nelle festa comandate e, ancora di più, in quelle che non lo sono. Sono nei bambini e li prenderò per mano, sono negli adulti. Sono pure gli adulti. Sono una massaia, ma non è detto che sia donna. Forse sono soltanto uno stereotipo, creato per tenere nascosta la sorpresa del mio vulcanico pensare. Benvenuti a tutti nella mia cucina, benvenuti nei miei spazi, benvenuti nel mio mondo. Che, a partire da oggi, è anche il vostro.
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Care Massaie e cari Massai, siete andati al mare? Noi si, e tra un bagnetto e l’altro non ci siamo dimenticati certo di voi, anzi, abbiamo sperimentato una ricetta nuova di ritorno dal mare, dopo aver raccolto in campagna un bel mazzetto di rucola selvatica…guardate cosa abbiamo preparato per rinfrescare il palato.

Ricetta della settimana
PENNETTE CON PESTO DI RUCOLA E POMODORINI
Ingredienti: 100 gr di rucola, pomodorini, un cucchiaio di parmigiano, olio, aglio, pennette lisce
Lavate la rucola e utilizate le foglie più tenere, mettetela in una ciotolina o nel bicchiere del minipimer e aiutandovi con un filo d’olio, un pizzico di sale e un cucchiaio di parmigiano, passatela fino a farla diventare una crema omogenea.
Mettete sul fuoco una padella con dell’olio e uno spicchio d’aglio, fatelo dorare e toglietelo dall’olio, a questo punto, a fuoco lento, aggiungete il pesto di rucola e i pomodorini tagliati a pezzetti. Fate cuocere per 3 minuti circa. Cuocete le pennette e conditele con il pesto ottenuto, se dovesse risultare troppo asciutto, aggiungete un mestolo d’acqua di cottura della pasta.
Se non amate il gusto amarognolo della rucola selvatica, utilizzate quella coltivata che “pizzica” meno.
Buon appetito!

Com’ è bello e rilassante uncinettare sotto l’ombrellone, quando tutto tace, all’ombra e col venticello che porta il profumo del mare. A noi è venuta l’idea di realizzare una bella borsetta, tanto si sa, le borse non bastano mai!
MINI BORSA MARE ALL’UNCINETTO
Bello, ma come si fa? Occorrente: Uncinetto n°5, 300 gr di filo abbastanza spesso
Con l’uncinetto, avviate una catenella di 40 maglie, voltate e sulla prima maglia lavorate 3 maglie alte,( in questo modo creerete lo spessore del fondo). Continuate così, aumentando alle 2 estremità, fino ad ottenere il fondo della misura che vi serve. A questo punto, continuate a lavorare sempre in tondo e a maglia alta per circa 12 giri senza aumenti. Adesso, iniziate il traforo, e cioè, una maglia alta, 2 catenelle e una maglia alta, continuate così per 6 giri e poi riprendete a lavorare maglie alte semplici per altri 7 giri.
La borsa è finita, non vi resta che realizzare i manici nella misura che preferite con la tecnica del cordoncino che vi ho spiegato qui.
Attaccate i manici con un punto bassissimo sul rovescio, e se vi va create una fodera vivace per l’interno…io non ho fatto in tempo!

La Massaia nella sua libreria ha aggiunto: Eaton Jan, Enciclopedia delle tecniche ad uncinetto, Il Castello 2010

La Massaia Pazza, 30 giugno 2011

“In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia” (M.V. Montalbàn)

C’è chi mi chiama massaia, c’è chi mi chiama signora. Io preferisco soltanto essere me stessa. Racchiudo i piccoli segreti delle arti del quotidiano, piccole ricette tradizionali, gemme per la Pasqua più colorata o per il Natale più accogliente, per un benvenuto alla primavera e per un riparo caldo contro i geloni invernali. Non sono in un solo posto, sono soltanto nella creatività di ognuno. Sono pazza perché non controllabile. Perché tingo di colore quella parte di vita che sembra sobria e un po’ stantia, ma che con un solo tocco puoi tramutare in arcobaleno. Sono nell’accoglienza calda di un uscio e nel rumore del ferro che batte. Sono nelle stagioni, nelle festa comandate e, ancora di più, in quelle che non lo sono. Sono nei bambini e li prenderò per mano, sono negli adulti. Sono pure gli adulti. Sono una massaia, ma non è detto che sia donna. Forse sono soltanto uno stereotipo, creato per tenere nascosta la sorpresa del mio vulcanico pensare. Benvenuti a tutti nella mia cucina, benvenuti nei miei spazi, benvenuti nel mio mondo. Che, a partire da oggi, è anche il vostro.
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La canicola non ci fermerà! Alle prese col gran caldo, non abbiamo rinunciato alla buona tavola, unica eccezione questa settimana, un piatto che si può gustare anche freddo, da preparare volendo anche qualche ora prima, per non perderci il piacere di un bel piatto di pasta e non cedere ad una banale insalata di riso.
Su, forza, tutti ai fornelli!

Ricetta della settimana
PASTA CON POMODORINI E CACIORICOTTA
Ingredienti: 500 gr di penne rigate, 150gr di cacio ricotta, pomodorini, aglio, qualche foglia di basilico.
Mettete l’olio in una padella con l’aglio, lasciatelo scaldare, ma, non lo fate soffriggere,
appena l’olio sarà caldo, spegnete la fiamma, e, aggiungete il cacio ricotta grattugiato.
Rimettete la padella sul fuoco e lasciate sciogliere il cacioricotta a fiamma non troppo alta. Aggiungete i pomodorini tagliati a cubetti e precedentemente conditi con olio, sale e basilico. Scolate le penne e conditele.

Che ne dite di una bella cena all’aperto? E di un abito bianco che fa tanto estate? Belle idee vero? Ma cosa le accomuna? L’accessorio! Si si, prpprio lui, l’immancabile dettaglio. Questa settimana per voi, le nostre stelle marine in cartapesta, semplici e multiuso, dal segnaposto, alla collana, fino all’orecchino per chi se la sente di osare.
STELLE MARINE IN CARTAPESTA
Bello, ma come si fa?
Occorrente: Acqua, colla vinilica, carta di quotidiano, colori acrilici, lucido per finitura.
Mescolate acqua e colla vinilica, strappate i fogli di quotidiano in piccoli pezzi e lasciateli a mollo in acqua e colla per almeno 30 minuti. A questo punto, strizzate la carta per liberarla dall’acqua in eccesso, e con questa poltiglia create dei salsicciotti che andranno a formare le vostre stelle marine da dipingere e lucidare nel colore che più vi piace.

La Massaia nella sua libreria ha aggiunto: Esther Martel, Piera Nocentini, Arredare con la cartapesta, Fabbri 2010

La Massaia pazza, 23 giugno 2011

“In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia” (M.V. Montalbàn)

C’è chi mi chiama massaia, c’è chi mi chiama signora. Io preferisco soltanto essere me stessa. Racchiudo i piccoli segreti delle arti del quotidiano, piccole ricette tradizionali, gemme per la Pasqua più colorata o per il Natale più accogliente, per un benvenuto alla primavera e per un riparo caldo contro i geloni invernali. Non sono in un solo posto, sono soltanto nella creatività di ognuno. Sono pazza perché non controllabile. Perché tingo di colore quella parte di vita che sembra sobria e un po’ stantia, ma che con un solo tocco puoi tramutare in arcobaleno. Sono nell’accoglienza calda di un uscio e nel rumore del ferro che batte. Sono nelle stagioni, nelle festa comandate e, ancora di più, in quelle che non lo sono. Sono nei bambini e li prenderò per mano, sono negli adulti. Sono pure gli adulti. Sono una massaia, ma non è detto che sia donna. Forse sono soltanto uno stereotipo, creato per tenere nascosta la sorpresa del mio vulcanico pensare. Benvenuti a tutti nella mia cucina, benvenuti nei miei spazi, benvenuti nel mio mondo. Che, a partire da oggi, è anche il vostro.
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Primo giorno d’estate secondo il calendario…caldo meraviglioso a Casa Massaia, voglia di sapori e odore di impasto che lievita in fretta per diventare bontà e morbidezza. Cosa c’è di meglio di una focaccia? Buonissima anche fredda, ottima il giorno dopo per la colazione o per merenda. Forza, non perdiamo tempo, impastiamo!

Ricetta della settimana
FOCACCIA ALLA CARMELA
Ingredienti: 1 kg di farina, 600 gr di patate lesse, 25 gr di levito, latte q.b., 30 gr di sale
Bollite le patate e ancora calde spellatele e passatele nello schiacciapatate, unite la farina e il sale e cominciate ad impastare con il latte tiepido nel quale scioglierete anche il cubetto di lievito.
Impastate fino ad ottenere un impasto liscio che farete lievitare 2 volte, 3 nella ciotola dove l’avete impastato e circa 30 minuti nella teglia che andrà in forno. Condite a piacere.

Io e il Signor Massaio scattiamo una marea di foto, tutte bellissime, ognuna col suo significato speciale, e, ogni volta le cornici che troviamo non ci sembrano degne. Banali, pacchiane, o semplicemente troppo costose.
Che fare? Arrendersi al minimalismo della abominevole e sciatta cornice a giorno o fare da noi?
Semplice…la seconda opzione è quella che ci piace di più.
PORTAFOTOGRAFIE DECOUPATO
Bello, ma come si fa?
Occorrente: Vecchie cornici, acrilico bianco, carta da regalo o da decoupage, colla vinilica mista ad acqua, lucido di finitura..
Prendete delle vecchie cornici o cornici nuove che non vi piacciono, smontate il vetro e spolveratele per bene.
Passate l’acrilico bianco su tutta la superficie e lasciate asciugare per bene. Una volta asciutto, ritagliate la carta che avete deciso di utilizzare e con un pennello iniziate a spennellare di colla e acqua la superficie della cornice. A questo punto, appoggiate delicatamente la carta, facendo attenzione agli angoli, e, spennellate on cura. Lasciate asciugare, e, passate il licido di finitura per rendere il vostro portafotografie più bello e soprattutto per proteggerlo dalla polvere.
Semplice e veloce come piace a noi, e perchè no un’ ottima idea regalo da personalizzare.

La Massaia nella sua libreria ha aggiunto: Alessandra Meldolesi, Il libro del pane, Ponte alle Grazie

Stato Quotidiano

La Massaia Pazza, 16 giugno 2011

“In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia” (M.V. Montalbàn)

C’è chi mi chiama massaia, c’è chi mi chiama signora. Io preferisco soltanto essere me stessa. Racchiudo i piccoli segreti delle arti del quotidiano, piccole ricette tradizionali, gemme per la Pasqua più colorata o per il Natale più accogliente, per un benvenuto alla primavera e per un riparo caldo contro i geloni invernali. Non sono in un solo posto, sono soltanto nella creatività di ognuno. Sono pazza perché non controllabile. Perché tingo di colore quella parte di vita che sembra sobria e un po’ stantia, ma che con un solo tocco puoi tramutare in arcobaleno. Sono nell’accoglienza calda di un uscio e nel rumore del ferro che batte. Sono nelle stagioni, nelle festa comandate e, ancora di più, in quelle che non lo sono. Sono nei bambini e li prenderò per mano, sono negli adulti. Sono pure gli adulti. Sono una massaia, ma non è detto che sia donna. Forse sono soltanto uno stereotipo, creato per tenere nascosta la sorpresa del mio vulcanico pensare. Benvenuti a tutti nella mia cucina, benvenuti nei miei spazi, benvenuti nel mio mondo. Che, a partire da oggi, è anche il vostro.
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A Casa Massaia detestiamo i surgelati, è vero, sono comodi, è vero, non si sa mai gli ospiti improvvisi…però…vuoi mettere la differenza con le cose buone di stagione? Soprattutto quando sono anche belle a vedersi e ovviamente, in perfetto stile massaia, veloci e semplici da preparare, così non avrete alibi!

Ricetta della settimana
FIORI DI ZUCCA RIPIENI
Ingredienti: 20 fiori di zucca ben aperti, 300 gr di ricotta, formaggio grattugiato, sale, pepe.
Mescolate in una ciotola la ricotta, aggiungete il formaggio grattugiato, sale e pepe.
Con questo composto riempite i fiori di zucca, poi, metteteli in fila in una teglia, conditeli con un filo d’olio e infornateli a 120° per 15 minuti.

Ci risiamo, il Signor Massaio prima di uscire mi osserva con aria basita, e con trombonica voce mi fa: Ancora un altro paio di orecchini? Guarda la mia valigia ingolfatissima di vestiti e accessori a più non posso, collane, bracciali e sopra ogni altra cosa, LORO. Fondamentali e meravigliosi, l’accessorio per eccellenza che sta bene a tutte, ma che come ho potuto ben sperimentare, delicato e soprattutto se in quantità eccessiva (come nel mio caso), problematico da trasportare. E allora, che si fa? Rinuncio agli orecchini in trasferta o mi cimento in qualche lavoretto? Inutile chiederselo, si fa più presto a vedere…
PORTA ORECCHINI DA VALIGIA
Bello, ma come si fa?

Il portaorecchini arrotolato

Occorrente: Tessuto del colore che preferite (io ho usato i resti di una piega dei pantaloni di mio padre), cotonina o feltro fantasia, un elastico per capelli, gros grain, un bottone grosso, ago e filo.
Tagliate la striscia di tessuto della misura che volete, rifinite gli orli con del gros grain in colore contrastante, e nella parte che andrà all’ interno, insieme al gros cucite anche un tessuto di cotone fantasia che andrà a proteggere gli orecchini durante il trasporto, e applicate un filo di cotone doppio sul quale andranno appesi gli orecchini.
La parte che andrà all’esterno decoratela con fiori o con semplici bottoni colorati, e ad una della estremità cucite l’elastico che servirà insieme al bottone grosso che cucirete a metà striscia, a fare da chiusura.
Non vi resta che riempirlo dei vostri orecchini, arrotolarlo, e, partire!

La Massaia nella sua libreria ha aggiunto: Alessandra Scarlata, “Bijoux Orecchini”, Il Castello 2007

Portaorecchini, parte interna

Gli orecchini in foto sono made in Massaia

Portaorecchini, parte esterna

La Massaia pazza, 9 giugno 2011

“In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia” (M.V. Montalbàn)

C’è chi mi chiama massaia, c’è chi mi chiama signora. Io preferisco soltanto essere me stessa. Racchiudo i piccoli segreti delle arti del quotidiano, piccole ricette tradizionali, gemme per la Pasqua più colorata o per il Natale più accogliente, per un benvenuto alla primavera e per un riparo caldo contro i geloni invernali. Non sono in un solo posto, sono soltanto nella creatività di ognuno. Sono pazza perché non controllabile. Perché tingo di colore quella parte di vita che sembra sobria e un po’ stantia, ma che con un solo tocco puoi tramutare in arcobaleno. Sono nell’accoglienza calda di un uscio e nel rumore del ferro che batte. Sono nelle stagioni, nelle festa comandate e, ancora di più, in quelle che non lo sono. Sono nei bambini e li prenderò per mano, sono negli adulti. Sono pure gli adulti. Sono una massaia, ma non è detto che sia donna. Forse sono soltanto uno stereotipo, creato per tenere nascosta la sorpresa del mio vulcanico pensare. Benvenuti a tutti nella mia cucina, benvenuti nei miei spazi, benvenuti nel mio mondo. Che, a partire da oggi, è anche il vostro.
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Estate ormai arrivata…il caldo si fa sentire anche ai fornelli, ma la nostra voglia di impastare non passa mica così facilmente! Quindi, via con una nuova ricetta, facile, veloce e soprattutto da gustare fredda!

Ricetta della settimana
SALAME DI TONNO
Ingredienti: 3 cucchiai di pane grattugiato, 1 uovo, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, 200 gr di tonno sgocciolato, basilico, succo di limone, prezzemolo.
Mescolate tutti gli ingredienti in una terrina o nel robot, date all’impasto la forma di un salame, avvolgetelo in un tovagliolo bianco, chiudetelo ai lati con lo spago e immergete nell’acqua bollente per 20 minuti. Lasciate raffreddare e tagliatelo a fette, servitelo accompagnato da una salsetta di prezzemolo tritato finemente e succo di limone. Con questa quantità otterrete circa 20 fette di salame.

Ormai è risaputo, qui a Casa Massaia gli accessori sono troppo importanti, e le collane poi…come faremmo senza? Ne ho di ogni tipo e tutte fatte da me. Che ne dite di farne una all’uncinetto facile facile? Ecco per voi la spiegazione.
COLLANA TORCIGLIONE ALL’UNCINETTO
Bello, ma come si fa?
Occorrente: Cotone colorato, uncinetto n° 3,5
Avviate una catenella di 6 maglie, chiudete in tondo con una maglia bassissima. Nel cerchio ottenuto lavorate 6 maglie basse, continuate a lavorare in tondo fino ad ottenere la lunghezza desiderata, nel caso il lavoro tende a chiudersi troppo, fate qualche aumento. Una volta finito il torciglione, realizzate un fiore a vostro piacere e attaccatelo lateralmente o al centro.
Ricordatevi di lasciare alle 2 estremità abbastanza filo libero, in modo da poterlo utilizzare per fare il fiocchetto di chiusura.

La Massaia nella sua libreria ha aggiunto: Roberta Ferraris, Una zucchina non fa primavera, Terre di mezzo 2011

La Massaia Pazza, 2 giugno 2011

“In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia” (M.V. Montalbàn)

C’è chi mi chiama massaia, c’è chi mi chiama signora. Io preferisco soltanto essere me stessa. Racchiudo i piccoli segreti delle arti del quotidiano, piccole ricette tradizionali, gemme per la Pasqua più colorata o per il Natale più accogliente, per un benvenuto alla primavera e per un riparo caldo contro i geloni invernali. Non sono in un solo posto, sono soltanto nella creatività di ognuno. Sono pazza perché non controllabile. Perché tingo di colore quella parte di vita che sembra sobria e un po’ stantia, ma che con un solo tocco puoi tramutare in arcobaleno. Sono nell’accoglienza calda di un uscio e nel rumore del ferro che batte. Sono nelle stagioni, nelle festa comandate e, ancora di più, in quelle che non lo sono. Sono nei bambini e li prenderò per mano, sono negli adulti. Sono pure gli adulti. Sono una massaia, ma non è detto che sia donna. Forse sono soltanto uno stereotipo, creato per tenere nascosta la sorpresa del mio vulcanico pensare. Benvenuti a tutti nella mia cucina, benvenuti nei miei spazi, benvenuti nel mio mondo. Che, a partire da oggi, è anche il vostro.
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Cosa si fa in una giornata uggiosa a Casa Massaia? Semplice, si cucina e si impastocchia come sempre, e con la scusa che la temperatura oggi è fresca mi è proprio venuta voglia di fare le crepes…ebbene si, questa volta mi sono riuscite bene…non ne ho rotta neanche una, e, tutta soddisfatta le ho anche mangiate, provateci anche voi!

Ricetta della settimana
CREPES CON GLI ASPARAGI E SALSA BESCIAMELLA
Ingredienti per le crepes: 2 uova, 80 gr di farina 00, 300 ml di latte, sale-
Mescolate tutti gli ingredienti in una terrina, aggiungete un pizzico di sale e mettete sul fuoco un padellino con una noce di burro. Con il mestolo riempite il fondo del padellino e aspettate qualche minuto che la crepe sia cotta. Staccatela delicatamente aiutandovi con una spatolina, proseguite in questo modo fino alla fine dell’impasto. Con la quantità indicata in questa ricetta otterrete circa 14 crepes.
A questo punto preparate il ripieno, (ci vogliono circa 300 gr di asparagi) spezzattate gli asparagi e fateli soffriggere in padella con uno spicchio d’aglio, lasciateli ammorbidire e spegnete il fuoco. Stendete la crepe sul piatto, riempitela con gli asparagi e una fettina di formaggio filante a piacere, proseguite in questo modo fino all’ultima crepe.
A questo punto le crepes sono pronte per essere infornate in una teglia imburrata, ma, attenzione, manca il dettaglio finale:
LA SALSA BESCIAMELLA
Ingredienti:50 gr di burro, 2 cucchiai di farina, 500 ml di latte, sale e pepe.
Fate sciogliere in un tegame il burro, aggiungete la farina e mescolate velocemente in modo da evitare la formazione di grumi. Versate il latte e continuate a mescolare finchè non si sarà ben addensata, aggiungete il sale e a piacere pepe e noce moscata.
La besciamella è pronta, versatela sulle crepes che avrete sistemato nella teglia, cospargete di formaggio grattuggiato e infornate a 200° per circa 20 minuti, insomma, fino a quando si sarà formata una bella crosticina dorata.
Buon Appetito!

Si, lo ammetto, compro troppe borse e troppi vestiti, e poi quando è il momento di buttarli me ne rendo conto e non vorrei separarmene presa dal senso di colpa. Che fare? Aguzzare l’ingegno è l’unica soluzione, e il mio lavoretto di questa settimana ne è un ottimo esempio. Ecco per voi infatti la triste borsa di paglia tornata a nuova vita!
BORSA DI PAGLIA IN MANICHE DI CAMICIA
Bello, ma come si fa?
Occorrente: Borsa di paglia, una vecchia casacca, ago e filo
Prendete una borsa di paglia, togliete i vecchi manici, poi, prendete una vecchia casacca, (da preferire quelle in tessuti leggeri tipo chiffon), scucite le maniche e unitele al centro(polso e polso per capirci) con la macchina da cucire o con ago e filo.
In questo modo avrete ottenoto il nuovo manico della borsa che farete passare attraverso i fori dei vecchi manici e che fisserete con un nodino. E visto che non si butta via niente, con il corpo della casacca create un sacchetto portaoggetti (la tecnica è la stessa del portaocchiali della scorsa settimana), e cucitelo sul fondo della borsa conun grosso ago da lana.
Borsa pronta, camicia tornata a nuova vita..non vi resta che sfoggiarla nelle belle sere d’estate!

La massaia, nella sua libreria, ha inserito: Paola Romanelli, Borse di stoffa, Fabbri editori

La Massaia Pazza, 25 maggio 2011

“In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia” (M.V. Montalbàn)

C’è chi mi chiama massaia, c’è chi mi chiama signora. Io preferisco soltanto essere me stessa. Racchiudo i piccoli segreti delle arti del quotidiano, piccole ricette tradizionali, gemme per la Pasqua più colorata o per il Natale più accogliente, per un benvenuto alla primavera e per un riparo caldo contro i geloni invernali. Non sono in un solo posto, sono soltanto nella creatività di ognuno. Sono pazza perché non controllabile. Perché tingo di colore quella parte di vita che sembra sobria e un po’ stantia, ma che con un solo tocco puoi tramutare in arcobaleno. Sono nell’accoglienza calda di un uscio e nel rumore del ferro che batte. Sono nelle stagioni, nelle festa comandate e, ancora di più, in quelle che non lo sono. Sono nei bambini e li prenderò per mano, sono negli adulti. Sono pure gli adulti. Sono una massaia, ma non è detto che sia donna. Forse sono soltanto uno stereotipo, creato per tenere nascosta la sorpresa del mio vulcanico pensare. Benvenuti a tutti nella mia cucina, benvenuti nei miei spazi, benvenuti nel mio mondo. Che, a partire da oggi, è anche il vostro.
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Il caldo è ormai arrivato… e che dire…finalmente! Ci voleva proprio questo tepore a scaldare la cucina di Casa Massaia, la voglia di mare ci ha fatto venire in mente questo primo piatto veloce e saporito, semplice nella preparazione e negli ingredienti, le alici poco costose e sempre fresche, le noci che in casa non mancano mai e infine il pane raffermo che non si butta via ma si trasforma.

Ricetta della settimana
SPAGHETTI CON ALICI, NOCI E FORMAGGIO DEI POVERI
Ingredienti: 500gr di spaghetti, 80 gr di noci sgusciate, 10 alici, pane raffermo
Rompete le noci e pestate i gherigli grossolanamente, sviscerate le alici e fatele soffriggere nell’olio con uno spicchio d’aglio per qualche minuto, (altrimenti diventano secche). A questo punto aggiungete le noci spezzettate e fate cuocere insieme per qualche altro minuto.
Intanto, preparate il formaggio dei poveri: spezzettate la mollica di pane raffermo, mettetela in un padellino con l’aglio un po d’olio e lasciate tostare, fate attenzione che non bruci, deve risultare croccante e dorata. Preparatene anche in abbondanza se avete tempo, infatti si conserva facilmente ben chiuso in frigo.
Fate cuocere gli spaghetti, scolateli e versateli nella padella con le alici e le noci, aggiungete a piacere i semi di finocchietto e una volta impiattati spolverateli con la mollica tostata.
Buon Appetito!

Che belle queste giornate di sole… e che belli i miei nuovi occhialoni da Massaia super diva, un problema però è sorto dopo l’acquisto, così grandi, dove li metto? Le custodie sono tristi e occupano spazio, in borsa non li troverei mai e poi si graffiano, e allora che fare? Non mi resta che fare da me un bel portaocchiali col tessuto avanzato dei cuscini…Eccolo per voi
IL PORTAOCCHIALI
Bello, ma come si fa?
Occorrente: Tessuto fantasia (20x 30), macchina da cucire o pazienza ago e filo.
Prendete la striscia di tessuto, fate una piega nella parte superiore (servirà per passare il laccetto/ coulisse e cucitela a macchina sul rovescio.Sempre sul rovescio fate una cucitura laterale in modo da formare il sacchetto, rivoltate, con un ferretto o una spilla fate passare il laccetto nella cucitura superiore, fatto! Il vostro portaocchiali è pronto in 10 minuti.Le misure proposte sono abbondanti, adattatele a quelle dei vostri occhiali.

La massaia, nella sua libreria, ha inserito: Paola Balducchi, Ricette per casalinghi disperati, Newton Compton 2010

La Massaia Pazza, 12 maggio 2011

“In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia” (M.V. Montalbàn)

C’è chi mi chiama massaia, c’è chi mi chiama signora. Io preferisco soltanto essere me stessa. Racchiudo i piccoli segreti delle arti del quotidiano, piccole ricette tradizionali, gemme per la Pasqua più colorata o per il Natale più accogliente, per un benvenuto alla primavera e per un riparo caldo contro i geloni invernali. Non sono in un solo posto, sono soltanto nella creatività di ognuno. Sono pazza perché non controllabile. Perché tingo di colore quella parte di vita che sembra sobria e un po’ stantia, ma che con un solo tocco puoi tramutare in arcobaleno. Sono nell’accoglienza calda di un uscio e nel rumore del ferro che batte. Sono nelle stagioni, nelle festa comandate e, ancora di più, in quelle che non lo sono. Sono nei bambini e li prenderò per mano, sono negli adulti. Sono pure gli adulti. Sono una massaia, ma non è detto che sia donna. Forse sono soltanto uno stereotipo, creato per tenere nascosta la sorpresa del mio vulcanico pensare. Benvenuti a tutti nella mia cucina, benvenuti nei miei spazi, benvenuti nel mio mondo. Che, a partire da oggi, è anche il vostro.
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Non so voi ma io amo impastare….non trovo soddisfazione negli impasti già pronti..o peggio in quelle aberranti sfoglie da cuocere che ho visto ultimamente nel banco frigo del supermercato, ORRORE ORRORE!!!! E’ vero, il tempo scarseggia ma con un impegno minimo si riesce ad impastare eccome…quindi, bando alle lamentele da desperate housewife e via…impastiamo le zeppole.

Ricetta della settimana
ZEPPOLE DI MAMMA
Ingredienti:1 kg di farina – 700 gr di patate lessate – 25 gr di lievito di birra – 80 gr di zucchero – 100 gr di burro – 5 uova intere – scorza grattuggiata di limoneo arancia – vanillina – olio di semi per friggere.
Mettete la farina a fontana sulla spianatoia, aggiungete le patate lessate passate nello schiacciapatate (scegliete delle patate farinose o se le trovate vanno meglio ancora quelle “americane” dal sapore dolciastro)
le uova intere, lo zucchero, il burro ammorbidito, il lievito sciolto in un bicchiere di latte tiepido e infine la scorza grattuggiata di limone o dell’agrume che preferite.
Impastate per bene fino ad ottenere un composto morbido e quasi appiccicoso, lasciate lievitare fin quando non raddoppia il suo volume, poi,formate tante ciambelle della grandezza che più vi piace e friggete in olio bollente. Ancora calde passatele nello zucchero semolato al quale a piacere potete mescolare un pizzico di cannella.

Cambio di stagione quasi concluso, vestiti ovunque, avrò il coraggio di buttarli? Presa da questo complicatissimo interrogativo mi sono imbattuta in un prendisole senza speranza…demodè e anche un pò grandicello; insomma sembrava senza scampo, ma poi…ecco che è scattata la scintilla riciclona… da triste vestito per la casa a nientepopò di meno che una bellissimissima
BORSA
Si, ma come si fa?
Occorrente:Tessuto di cotone- telina termoadesiva o fodera.
Scaricate il modello che io ho preso qui qui Stampate i fogli,(sono 13 fogli A4), ritagliateli e assemblateli con lo scotch, appoggiate il modello ottenuto sul tessuto messo a doppio e al rovescio, fate lo stesso per il fondo e per la fodera o per la telina termo adesiva (molto più comoda perchè si attacca con il ferro da stiro e da più spessore al tessuto), tagliate lasciando 2cm circa di margine per le cuciture.
Passate a macchina (sempre sul rovescio, a questo punto attaccate il fondo che come avete notato è più stretto rispetto al corpo della borsa sul quale farete delle piccole pieghette in modo da stringerlo.
Dunque, attaccate il fondo e rivoltate, la borsa è pronta!
Io la uso per uscire, ma anche come shopping bag non è male, capiente, fiorata, allegra e riciclata…proprio come piace a noi!

La massaia, nella sua libreria, ha inserito: Daniela Peli, Mara Mantovani, Frittelle dolci e salate, Quadò.

La Massaia Pazza.Ovvero la vita a colpi di matterello. 25 Marzo 2011



“In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia” (M.V. Montalbàn)

C’è chi mi chiama massaia, c’è chi mi chiama signora. Io preferisco soltanto essere me stessa. Racchiudo i piccoli segreti delle arti del quotidiano, piccole ricette tradizionali, gemme per la Pasqua più colorata o per il Natale più accogliente, per un benvenuto alla primavera e per un riparo caldo contro i geloni invernali. Non sono in un solo posto, sono soltanto nella creatività di ognuno. Sono pazza perché non controllabile. Perché tingo di colore quella parte di vita che sembra sobria e un po’ stantia, ma che con un solo tocco puoi tramutare in arcobaleno. Sono nell’accoglienza calda di un uscio e nel rumore del ferro che batte. Sono nelle stagioni, nelle festa comandate e, ancora di più, in quelle che non lo sono. Sono nei bambini e li prenderò per mano, sono negli adulti. Sono pure gli adulti. Sono una massaia, ma non è detto che sia donna. Forse sono soltanto uno stereotipo, creato per tenere nascosta la sorpresa del mio vulcanico pensare. Benvenuti a tutti nella mia cucina, benvenuti nei miei spazi, benvenuti nel mio mondo. Che, a partire da oggi, è anche il vostro.

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Ricetta della settimana
GLI SCAGLIOZZI FOGGIANI
Ingredienti: •polentaolio di semi per friggeresale

Se vi capitasse di non consumare tutta la polenta preparata potete conservarla in frigo per 2 o 3 giorni e utilizzarla in un secondo momento. In frigo, la polenta, assume una consistenza più compatta e vi permette di tagliarla con più facilità (sarebbe meglio tagliare dei triangolini dello spessore di un centimetro circa). Friggerli in olio di semi, fino a quando non avranno un aspetto dorato. E mo magn’t e nun stubbetejate

E per tenere sempre a mente i nostri consigli, la massaia di Casa Stato, regala a vossignori il segreto per realizzare un COLORATO TACCUINO
Si, ma come si fa? –
Occorrente: cartoncino A4 • tovagliolo/carta da decoupage • colla vinilica mista ad acquanastrinofogli di carta formato A4 • pennello a setole morbide e punta quadrata

Il taccuino è pronto (St)

Prendete il cartoncino A4, rivestitelo con la carta o con il tovagliolo, stendendovi sopra, con l’aiuto di un pennello con le setole morbide, la mistura di acqua e colla vinilica che avete preparato. Lasciate asciugare per circa un paio d’ore (se avete fretta, potete anche utilizzare l’asciugacapelli). Poi, piegate il cartoncino a metà e applicate un buco a 11.5 cm (è la metà del dorso ottenuto dal piegamento) ed altri due buchi ognuno a 4 cm da ciascuna estremità, quindi fate la stessa cosa con blocco dei fogli che intendete inserire all’interno del vostro taccuino (per semplificare il lavoro, sovrapponete tutti i fogli da usare e forateli con un grosso ago da lana). Fate passate il nastro (va bene anche un filo da ricamo, una cordicella, un laccio di scarpe, fili in plastica, trecce di cotone) attraverso questi fori. Fissate il filo con un nodo esterno in modo che la parte restante del filo serva per chiudere il taccuino.

Se il tovagliolo ha fatto troppe grinze, non vi allarmate. Potete perfezionare il lavoro passandovi sulla superficie BEN ASCIUTTA un ferro da stiro non troppo caldo e senza vapore.

Non vi resta che prendere appunti. Buon lavoro!

La massaia, nella sua libreria, ha inserito: Roberto Barbolini, RICETTE DI FAMIGLIA, Garzanti 2011

Macondo – La città dei libri

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