I dialoghi di Trani 2011

Di seguito si pubblica la cartella stampa dei “Dialoghi di Trani” edizione 2011 presentata oggi in Regione dall’assessore al Mediterraneo, Silvia Godelli: Di seguito si pubblica la cartella stampa dei “Dialoghi di Trani” edizione 2011 presentata oggi in Regione dall’assessore al Mediterraneo, Silvia Godelli: I DIALOGHI DI TRANI 9/12 giugno 2011 – X edizione Castello Svevo – centro storico di Trani (BT) Il cuore del tempo. Impegno, cura, sentimento “Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima”, scriveva Sant’Agostino. Ed è proprio al tempo e alle sue due facce, quella oggettiva (politica, economica e sociale) e quella soggettiva intesa come memoria ed emozioni, che è dedicata la decima edizione de I dialoghi di Trani (9-12 giugno 2011), uno dei più importanti appuntamenti culturali del Mezzogiorno e non solo. Tempo visto da quattro prospettive che si intersecano e si sovrappongono: della coscienza, dei sentimenti, della cura e dell’impegno – che sono poi i titoli delle quattro sezioni lungo le quali si snoda l’evento – per celebrare un traguardo temporale importante. Quest’anno, infatti, la manifestazione festeggia il decennale, e promette un’edizione speciale, che cade proprio nel bel mezzo di un altro anniversario: i 150 anni dell’Unità d’Italia. Dunque anche date e luoghi cambiano, dal momento che la rassegna viene anticipata a giugno e si espande anche nel centro storico oltre che nello scenografico Castello di Trani, fatto costruire da Federico II.

Promossa dalla Regione Puglia-Assessorato al Mediterraneo in collaborazione con l’Associazione culturale “La Maria del Porto”, con l’adesione del Presidente della Repubblica e la partecipazione del Comune di Trani, della Provincia di BAT, dell’Università degli Studi di Bari, la manifestazione si caratterizza come sempre per il “dialogo”, il confronto pubblico intorno a un’idea che in un’epoca caratterizzata dalla radicalità sincopata dei messaggi televisivi torna alle origini.

E si sposta nella città, nei caffè, nelle piazze. Noi apparteniamo al tempo, ma il tempo ci appartiene: come un dono, da capitalizzare, dissipare o dilatare. E nel corso della manifestazione, questa entità impalpabile che pervade in modo così pressante le nostre vite, sarà analizzata da una molteplicità di voci e punti di vista.

Sono quattro, infatti, le sezioni previste: il tempo della coscienza, il tempo dei sentimenti, il tempo della cura, il tempo dell’impegno. Ci sarà lo sguardo a quel tempo sognante e duttile che è quello cinematografico – con l’incontro con Sergio Rubini, giovedì 9 giugno alle 21, o l’omaggio a Marcello Mastroianni, venerdì 10 giugno alle 15.30 – ma anche quello del viaggio e della scoperta di cui parleranno Syusy Blady e Patrizio Roversi, autori del volume Misteri per caso. Un viaggio intorno al mondo che non racconta la solita storia (Rizzoli), nella serata del 10 giugno alle 20. Il tempo impiegato nell’impegno sociale, nell’aiutare gli altri o nel denunciare le ingiustizie, sarà argomento del dialogo tra il magistrato Antonio Ingroia e Gianluigi Nuzzi, autore del programma L’Infedele di Gad Lerner (venerdì 10 alle 17.30) o la testimonianza di Don Virginio Colmegna della Fondazione Casa della Carità (sabato 11 alle 10.30). Ci sarà spazio per Gli incontri di Micromega a cura di Paolo Flores d’Arcais e per parlare di giornalismo d’inchiesta con Riccardo Iacona (sabato 11 alle 21.30). Nei quattro giorni della manifestazione, che sarà inaugurata giovedì 9 alle 18 da Nichi Vendola che leggerà Odio gli indifferenti (Chiarelettere) di Antonio Gramsci, si alterneranno inoltre presentazioni di libri, come Troppo umana speranza (Feltrinelli) del giovane esordiente Alessandro Mari il 9 giugno alle 19, Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia di Tiziano Terzani (Tea) sabato 11 alle 18. E si potranno ascoltare testimonianze toccanti, come quella di Svetlana Broz (venerdì 10 alle 20), nipote di Tito che dopo lo scoppio della guerra in Jugoslavia ha deciso di lavorare come cardiochirurgo di guerra, autrice di I giusti nel tempo del male (Erickson), in dialogo con la giornalista e scrittrice Luciana Castellina. Non solo dialoghi, dunque. Perché l’evento sarà più che mai variegato. Ci saranno, infatti, percorsi guidati su itinerari storico-artistici, appuntamenti gastronomici a tema, passeggiate in bicicletta con Cicli al pascolo – vita d’altri tempi, sulle tracce della cultura agropastorale murgiana, persino escursioni in caicco per ammirare la costa dal mare. Mostre, come quella nella Galleria sud del Castello federiciano di Trani, dove Alfredo Bini esporrà le foto del suo reportage Trasmigrazioni. Ovvero, il racconto di un viaggio di migliaia di chilometri sulla pista transahariana per la Libia – percorso obbligato per chi tenta di arrivare in Europa via Lampedusa – che all’Ipa Awards ha ricevuto tre menzioni d’onore nelle categorie General News, Feature Story e Portrait. E poi gli spettacoli, dedicati a uno dei temi chiave di questa edizione, ovvero i 150 anni dell’Unità d’Italia: come Poema di Garibaldi, prosa e musica di e con David Riondino e Paolo Bessegato (venerdì 10 giugno alle 22), con musiche del repertorio bandistico dell’Associazione musicale “Pietro Mascagni” di Trani. O La rivoluzione negli occhi delle donne – che sono le altri grandi protagoniste della rassegna -, spettacolo teatrale di e con Maria Elena Germinario e Arianna Gambaccini a cura dell’ Associazione culturale Marluna Teatro che andrà in scena sabato 11 giugno alle 21.30. Infine, i laboratori, per bambini e adulti: da La Boutique del tempo perso (da giovedì 9 giugno alle 16.30, Saletta Cortile sud), lettura animata per bambini, al Workshop di giornalismo disegnato, fumetto e fumetto satirico, fino agli incontri esperienziali e meditativi Qui e ora: 3 strade verso il mio presente e Arte, musica e pensiero: letture filosofiche. Il programma dei Dialoghi Nel programma delle quattro giornate si sviluppano diversi percorsi di riflessione, uno per ciascuna delle quattro sezioni proposte: Il tempo della coscienza Il tempo è un fatto di coscienza, è l’esperienza del vissuto che diventa consapevolezza. E la consapevolezza è memoria, patrimonio condiviso, presenza a noi stessi che integra il passato. Come la consapevolezza che acquisteranno via via i quattro personaggi di Troppo umana speranza (Feltrinelli), il romanzo d’esordio di Alessandro Mari, classe 1980, che sarà presentato nel giorno di apertura della manifestazione, giovedì 9 giugno alle 19. Ovvero, un appassionante ritratto dei giovani ambientato nella prima metà del diciannovesimo secolo in un’Italia che non è ancora una nazione. Quattro storie apparentemente distanti che affrontano il tema della giovinezza del corpo, della mente, di un Paese. E del percorso faticoso che porta alla coscienza di sé di un popolo che prova a declinare aspirazioni e sentimenti, speranze di cambiamento e libertà affidandole alla leggendaria figura di Garibaldi. Il coraggio dei giovani che fecero l’Unità d’Italia è al centro anche di un altro incontro: quello con Giancarlo De Cataldo, che presenterà il suo libro I traditori (Einaudi) sabato 11 giugno alle 19.30. Ovvero, l’epica eroica, torbida e ribalda dell’Italia che nasce, vista attraverso le storie di giovani appassionati coinvolti in un disegno incerto e più grande del loro stesso orizzonte. Ma la memoria è anche l’esperienza e il ricordo che rivivono in Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia (Tea 2009) di Tiziano Terzani curati da Angela Terzani Staude, che saranno discussi alle 18 di sabato 11 giugno nell’incontro Il tempo della memoria. Una testimone coinvolta: la passione per il racconto dei fatti nel mestiere di un giornalista e di una scrittrice non possono restare cronaca e necessariamente si trasformano in slancio e impegno a costruire un messaggio che è militanza di pace. Il tempo dei sentimenti Un attimo che vorremmo fosse eterno, che ci travolge diventando mondo, corpo e anima: eppure, nella società contemporanea il sentimento prevalente spesso è la paura, che paralizza le coscienze cristallizzandole nell’immobilità. Ebbene, il cinema ha da sempre indagato i moti dell’animo dando a sensazioni impalpabili volti, immagini e suoni fermati per sempre sulla pellicola. E infatti sono tanti gli incontri di questa edizione dei Dialoghi dedicati al mondo cinematografico: dal dialogo tra il regista Sergio Rubini con Anton Giulio Mancino e Fabio Prencipe, giovedì 9 giugno alle 21, autori, questi ultimi, del libro Serg10 Rubini (Falsopiano). Mancino, ricercatore universitario, critico cinematografico e autore di varie monografie, e Prencipe, giornalista e studioso del cinema italiano, hanno concepito questa monografia su Rubini con una struttura aperta, dialogica: un confronto a più voci che riannoda i fili di un dialogo iniziato dieci anni fa con la pubblicazione di un primo volume dal titolo “Intervista Sergio Rubini”, omaggio naturale all’omonimo penultimo film felliniano. Ancora cinema e nostalgia, questa volta, con l’omaggio a Marcello Mastroianni di venerdì 10 giugno alle 15.30: in sala re Manfredi, infatti, sarà proiettato Marcello, la vita dolce, a cura del Circolo del cinema Dino Risi. Interverrà Silvio Maselli, direttore generale della Fondazione Apulia Film Commission. Il Circolo del cinema Dino Risi organizza un altro evento nell’ambito della manifestazione: l’incontro dedicato a Franco Castaldi e il suo cinema Paradiso, sabato 11 giugno alle 15.30, per ricordare pagine memorabili della produzione cinematografica italiana, come Nuovo cinema Paradiso, Il nome della Rosa, Amarcord e Il caso Mattei. La passione per il viaggio e per la scoperta sarà oggetto dell’intervento di Syusy Blady e Patrizio Roversi, autori del libro Misteri per caso. Un viaggio intorno al mondo che non racconta la solita storia (Rizzoli), che avrà luogo venerdì 10 giugno alle 20 nel cortile centrale del Castello Svevo. Con la consueta ironia i due comici racconteranno la propria esperienza di viaggio impegnato, alternativo e sostenibile lungo i percorsi meno noti del mondo, partendo dall’Italia e dai suoi luoghi nascosti sulle tracce di sconvolgenti misteri planetari. Ma i sentimenti evocati dalla rassegna sono anche duri, difficili, dettati dalla paura. Ed è proprio al tema più che mai attuale dell’ingiustizia sociale che è dedicato l’incontro di MicroMega Tempo della disuguaglianza, sabato 11 giugno alle 12, con Marco Revelli, storico e sociologo presidente della Commissione di indagine sull’esclusione sociale, Maurizio Franzini, autore di Ricchi e poveri. Disuguaglianze, crescita e crisi, e lo storico Angelo D’Orsi. Negli ultimi trent’anni, infatti, le disuguaglianze sociali si sono accresciute. E la crisi non ha fatto che accelerare i processi alla base di una più marcata sperequazione nella distribuzione dei redditi e delle opportunità. Oggi, insomma, si toccano con mano le conseguenze sociali del “trentennio neoliberista” e da più parti si invoca una decisa inversione di rotta sia nel campo della politiche che nell’ambito della ricerca scientifica: ma allora, si interrogheranno i relatori, è giunto il momento di una nuova “epoca dell’eguaglianza”? Equità sociale, condivisione dei valori, giusto ordine mondiale: questi temi, complessi, saranno inseriti in un’ottica internazionale e più che mai attuale nella tavola rotonda Il tempo della democrazia: venti di libertà dal Nordafrica, sabato 11 giugno alle 16.30 nel Cortile Centrale, con Khaled Fouad Allam, sociologo e politico algerino, ricercatore alla Facoltà di Scienze politiche all’Università di Trieste dove insegna Sociologia del Mondo Musulmano e il politologo Vittorio Emanuele Parsi, autore di L’alleanza inevitabile. Europa e Stati Uniti oltre l’Iraq (Università Bocconi editore) Per riflettere, da due punti di vista diversi, sul recente crollo di regimi politici repressivi che mostra la vitalità e la voglia di libertà di giovani generazioni ansiose di accedere a diritti umani e civili. E provare a rispondere alla domanda: quanto saprà fare l’Europa delle democrazie consolidate per interpretare e sostenere queste istanze? Approfondimento visivo dei temi della tavola rotonda, la mostra fotografica di Alfredo Bini, Trasmigrazioni, allestita nella galleria sud del Castello federiciano, ripercorre il viaggio di migliaia di migranti provenienti dall’Africa occidentale e del sud che ogni mese raggiungono il Niger, attraversano il deserto del Tenere e raggiungono Dirkou, l’oasi da dove hanno luogo le partenze per la Libia per raggiungere l’Europa e l’Italia in particolare. Bini, vincitore con Trasmigrazioni del 2° premio di fotogiornalismo in tre concorsi internazionali (PX3 de la photographie Paris, Fotoweek DC Washington, premio Chatwin Genova, tre menzioni d’onore all’IPAwards -NYC-), realizza progetti legati alla fotografia di viaggio, collabora con diverse ONG e sogna che i suoi lavori contribuiscano all’accrescimento della consapevolezza su situazioni sociali eccessivamente sbilanciate. E sempre in tema di giustizia e di relazioni internazionali, sarà ospite della manifestazione domenica 12 giugno alle 11.30 nel Cortile Centrale anche Angelo Baracca, professore di Fisica all’Università di Firenze, membro del “Comitato scienziate e scienziati contro la guerra” e autore di A volte ritornano: il nucleare. La proliferazione nucleare, ieri, oggi e soprattutto domani (Jaka Book). Per affrontare un tema di scottante attualità: Tecnologia nucleare: un’esperienza a cui mettere la parola fine? Il tempo della cura Il tempo della cura è il tempo della vita, la dimensione umana della premura, l’esperienza delle nostre fragilità da custodire. Cura come responsabilità, insomma, e infatti una delle grandi protagoniste di questa edizione dei Dialoghi è Svetlana Broz, nipote di Tito, medico di guerra che ha raccolto centinaia di testimonianze di un tipo di cura che viene guardata ancora oggi con timore e diffidenza: quella che viene offerta a persone diverse da noi. Questi racconti di salvataggi tra membri di etnie e religioni opposte durante la guerra di Jugoslavia sono diventati un libro, I giusti al tempo del male (Erikson), che sarà presentato venerdì 10 giugno alle 20 nel Cortile Centrale in un dialogo con Luciana Castellina, ex direttrice di Liberazione e autrice dell’ultimo libro La scoperta del mondo (Nottetempo): diario della sua adolescenza e iniziazione politica. Ma anche del suo impegno civile nell’Europa postbellica e nella Jugoslavia di Tito per la costruzione della ferrovia della gioventù insieme ad altri compagni. Cura come accoglienza, ed è questa la testimonianza che Don Virginio Colmegna porterà alla rassegna tranese sabato 11 giugno alle 10.30 nel Cortile Centrale, raccontando la storia della Fondazione Casa della Carità di Milano: ovvero, una struttura nel quartiere di Crescenzago che ospita ogni giorno 150 persone tra giovani, anziani, italiani, stranieri, madri sole, e persone affette da disagio psichico. A metà maggio uscirà per Il Saggiatore il suo libro Non per me solo. Autobiografia a più voci. Di vita, di storia e di diritti parleranno anche domenica 12 giugno alle 10 in Sala Federico II il costituzionalista Francesco Paolo Casavola, che nel 2010 ha pubblicato Ritratti italiani (Guida editore), un saggio per i 150 anni dell’Unità d’Italia, con il professore di Sociologia del Diritto Luigi Pannarale e Francesco Lucrezi, autore di Ebraismo e Novecento. Diritti, cittadinanza, identità (Belforte) nell’incontro Tempo della storia, tempo della vita. Il tempo dell’impegno Impegno, ovvero la tensione etica e politica, che è partecipazione attiva alla vita del mondo plurale: e sono tanti, gli appuntamenti di questa edizione sotto il segno dell’”imperativo morale”. A partire dal dialogo tra Antonio Ingroia e Gianluigi Nuzzi, alle 17.30 di venerdì 10 giugno. Ovvero, il faccia a faccia tra il magistrato formatosi nel pool di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e l’inviato di “Libero” e autore del programma “L’Infedele di Gad Lerner”, che ha pubblicato nel 2010 Metastasi. Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud. La nuova ‘ndrangheta nelle confessioni di un pentito (Chiarelettere). Ovvero, la ricostruzione attraverso la voce di un pentito di trent’anni di ‘ndrangheta tra Lombardia e Calabria. Un altro importante magistrato sarà protagonista del dialogo Il tempo della coscienza sabato 11 giugno alle 19 nel Cortile centrale: Armando Spataro, che è stato nel pool di Mani Pulite, si confronterà con Grazia Tuzi, autrice con Telemaco Portoghesi Tuzi del libro Quando si faceva la Costituzione. Storia e personaggi della Comunità del Porcellino (Il Saggiatore). L’impegno è anche la caratteristica fondamentale di un certo tipo di informazione: e infatti parlerà proprio di Informazione tra giornalismo d’inchiesta e narrazione Riccardo Iacona, autore di importanti reportage d’attualità su Presa Diretta, tra gli ultimi uno sulla situazione disastrosa delle carceri italiane, sabato 11 giugno alle 21.30 nel Cortile Centrale insieme a Giuseppe Catozzella, vincitore nel 2010 del premio Gavinelli assegnato dall’Ordine dei Giornalisti e autore di Alveare. Il dominio invisibile e spietato della ‘ndrangheta del Nord (Rizzoli). Per raccontare, ancora una volta, come la ‘ndrangheta abbia contagiato il Nord e abbia preso il controllo di un sistema economico che si riteneva immune. O che diceva di esserlo. Ma la tensione etica e politica diventa spesso più dura e ricca di ostacoli se a esercitarla è una donna: e infatti sarà proprio una riflessione su luoghi comuni, campi semantici, etichette, modelli di comportamento in cui la collettività ha voluto che le donne contenessero l’espressione di sé, l’incontro di venerdì 10 giugno alle 19 Ruoli e stereotipi: il tempo delle donne nella storia d’Italia. Con due autrici come Ritanna Armeni, la giornalista che ha partecipato alla nascita de Il manifesto, e Gabriella Turnaturi, che ha pubblicato per Feltrinelli Signore e signori d’Italia. Una storie delle buone maniere. Ed è sempre una donna coraggiosa, che decide di non piegarsi al destino ineluttabile di chi ha scelto di lavorare in una fabbrica che produce Eternit, la protagonista del romanzo Ternitti (Mondadori) di Mario Desiati, candidato al Premio Strega 2011, al centro dell’incontro di venerdì 10 giugno (alle 21, Cortile Centrale): una storia di passione, di lotta e di riscatto. Il Castello Svevo Sulla costa, in diretto collegamento visivo con la cattedrale romanica, il castello di Trani, fatto erigere da Federico II, a pianta rettangolare con torri angolari di diversa grandezza, costituisce il necessario completamento architettonico di un ambiente urbano di grande valore scenografico. Teatro delle nozze di Manfredi, figlio di Federico II, e sua successiva prigione dopo la vittoria di Carlo I d’Angiò che lo trasformò in dimora dei sovrani angioini, il castello ebbe funzioni militari e di ordine pubblico con gli aragonesi e fu in mano ai veneziani per 35 anni. Nel Cinquecento subì l’adeguamento alle armi da fuoco e in epoca borbonica divenne un carcere di massima sicurezza. Gli organizzatori La manifestazione nasce dalla pluriennale attività in ambito culturale dell’associazione La Maria del Porto, un gruppo tutto al femminile, e si configura come esito naturale di dieci anni di incontri con l’autore (il “Progetto Lettura”, patrocinato dall’Amministrazione Comunale), che hanno fatto dell’omonima libreria in zona porto un polo culturale nevralgico della cittadina e una fucina di idee e progetti, oltre che un nutrito serbatoio di lettori. La rassegna può contare anche su un forte coinvolgimento del territorio, grazie alla stretta collaborazione con gli enti locali, le scuole, l’Università di Bari, le Soprintendenze, gli imprenditori, le associazioni e le cooperative culturali e sociali, i ristoratori e gli albergatori. http://www.idialoghiditrani.com

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